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Il Volley Bergamo scrive la prima pagina della sua storia nella stagione 1991-92 con la partecipazione al campionato di B1 e la conquista del suo primo trofeo, la Coppa di Lega.
Il fortunato sodalizio che legherà la Società all'azienda Foppapedretti nasce l'anno seguente e si rivela subito vincente con la promozione in serie A2 e la vittoria della seconda Coppa di Lega.
Nell'annata 1992-93.
La stoffa dunque c'è, al punto che, la stagione seguente, arriva un nuovo salto di categoria, questa volta nella massima serie, al termine del campionato 1993-94.
Vestono la maglia del Volley Bergamo la canadese Doumont e le brasiliane Gavio e Barroso. La matricola terribile cambia, inoltre, allenatore: Sbalchiero lascia il posto al bulgaro Malinov, ma non soffre complessi di inferiorità e continua anzi ad avere una grande fame di vittorie. Il primo campionato di serie A1, quello 1994-95, termina con un brillante quinto posto e la qualificazione ai Play Off e alla Coppa CEV.

L'ambizione continua così a crescere. La Foppapedretti porta a Bergamo la stella americana Keba Phipps, la palleggiatrice della Nazionale italiana Maurizia Cacciatori, la bergamasca d'adozione Darina Mifkova e la centrale azzurra Sabina Turrini: un grande gruppo che porta a grandi vittorie. La squadra di Malinov vince infatti il suo primo Scudetto, battendo in finale Modena, e la sua prima Coppa Italia. E' la stagione 1995-96.


 

Squadra che vince non si cambia

   
Nel campionato 1996-97 arrivano Sabrina Bertini ed Elisa Galastri, ma il gioco continua a ruotare intorno alla "Pantera" Phipps e alle italiane Mifkova, Bragaglia e Cacciatori. Comincia così un duello con Modena che finirà ancora con una vittoria per la Foppapedretti: arriva a Bergamo il secondo Scudetto, preceduto dalla prima Coppa dei Campioni, conquistata in una finale indimenticabile contro le russe dell'Uralochka, dalla Coppa Italia e dalla Supercoppa Italiana. E' Grande Slam!


 


 

Il campionato 1997-98 è quello delle rivoluzioni


Cambia l'allenatore, Bonitta prende il posto di Malinov, e Keba Phipps lascia Bergamo. Ma arrivano Henriette Weersing, Susan Lahme e torna, dopo la maternità, Giseli Gavio. E i risultati non cambiano: la Foppapedretti fa tris nel campionato 1997-98. Cambia solo l'avversario: in finale il trionfo arriva battendo Reggio Emilia. Insieme allo Scudetto arrivano anche la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana.

 



L'onda cubana cominciata a fine campionato, con l'ingaggio della stella Mireya nei play off, si rafforza nella stagione 1998-99. Al fianco di Mireya, la Foppapedretti schiera anche le olimpiche e campionesse del mondo Costa e Fernandez. Dal Brasile arriva Hilma Caldeira per dare il cambio a Giseli Gavio, che decide di abbandonare l'attività indoor. La società rossoblu, in suo onore, deciderà poi di ritirare la mitica maglia numero 11. Con Irina Kirillova in cabina di regia e le azzurre Mifkova e Bragaglia, il Volley Bergamo sembra una vera e propria corazzata. Che non può che conquistare lo Scudetto, anche se il più combattuto: il poker arriva solo in gara 5, davanti a novemila tifosi di Reggio Calabria. La stagione aveva regalato ai tifosi bergamaschi anche la seconda Coppa dei Campioni e la terza, consecutiva Supercoppa Italiana.
La stagione di fine secolo 1999-2000 porta a Bergamo la terza Coppa dei Campioni e la quarta Supercoppa Italiana. Il Volley Bergamo sceglie di ingaggiare le giovani campionesse della Nazionale italiana: Cacciatori, Rinieri, Galastri e Piccinini, che, con le esperte Perez del Solar e Cebukina, portano la Foppapedretti alla conquista del terzo alloro continentale, a Bursa, in Turchia, battendo in finale le russe dell'Uralochka Ekaterinburg, compagine costituita per cinque sesti da atlete della Nazionale russa neo Campione d'Europa.




 

Un trionfo che regala a Bergamo l'ennesimo sogno e lancia la Foppapedretti nella storia della pallavolo internazionale.






Campionato 2000-2001: l'inizio di un nuovo ciclo. Arriva a Bergamo, da Reggio Calabria, l'allenatore Beppe Cuccarini e la squadra, che prende la denominazione di Radio 105 Foppapedretti, punta a conquistare tre obiettivi: la Coppa Italia, la Coppa CEV e lo scudetto. Guidata dalla schiacciatrice Toni Zetova, detentrice del tricolore conquistato a Modena, approda in finale in tutte le competizioni a cui partecipa. Purtroppo, la Coppa Italia sfugge al termine di una combattutissima finale disputata a Marsala contro Reggio Calabria dopo aver sprecato quattro match-ball. A Vicenza, la squadra di casa conquista la Coppa CEV proprio ai danni delle rossoblù, mentre il campionato passerà alla storia come l'amaro epilogo della stagione dei ricorsi. Reggio Calabria vince infatti la serie finale in gara 4 contro Bergamo schierando Cristina Pirv, il cui tesseramento non è regolare, come indicato dalla Federazione Italiana Pallavolo. Alle calabresi viene così inflitta la sconfitta a tavolino e il Volley Bergamo si classifica al Primo Posto della Classifica del Campionato Italiano, il cui Scudetto non viene assegnato.

E cinque... Stagione 2001-2002, arriva il quinto Scudetto targato Radio 105 Foppapedretti Bergamo. Dopo aver conquistato le finali di Supercoppa Italiana, Coppa Italia e della European Champions' League, la fame di vittorie del gruppo rossoblù viene saziata con l'avverarsi del sogno tricolore. Decisivo, per l'assegnazione del titolo, è stato il 3-0 inflitto in gara 4 a Novara alla matricola Asystel. La squadra di Luciano Pedullà ha provato a dare battaglia, ma si è dovuta arrendere di fronte agli attacchi di Carmen Turlea, Keba Phipps e Vania Mello, agli strepitosi recuperi di Wu Dan, alla meravigliosa regia di Maurizia Cacciatori, alla sicurezza di Tara Cross-Battle e ai muri di Marcela Ritschelova. All'orchestra guidata da Beppe Cuccarini e dal suo secondo, Alessandro Chiappini, è riuscito tutto alla perfezione e all'ultimo punto targato Vania Mello è esplosa la festa. Nel corso del cammino stagionale, avevano contribuito al trionfo i palleggi di Magda Sliwa, i muri di Dragana Marinkovic, le potenti schiacciate di Francesca Piccinini e le giovani Giorgia Baldelli e Silvia Ghisleni, simbolo di una Ssocietà che guarda al futuro.

Nel 2002-2003 la società Campione d'Italia decide di cambiare tutto di nuovo. Di ripartire ancora una volta da zero. A cominciare dallo staff tecnico, a cui viene messo a capo Mario Di Pietro, già secondo di Atanas Malinov a Bergamo, ma alla sua prima esperienza da primo allenatore sulla panchina di una grande squadra. Il Volley Bergamo riparte dalle conferme del capitano Maurizia Cacciatori, della strepitosa Carmen Turlea, delle giovani promesse Giorgia Baldelli e Dragana Marinkovic e della Campionessa del Mondo Francesca Piccinini a cui fa compagnia l'azzurra Paola Paggi, entrambe reduci dal trionfo di Berlino con la Nazionale italiana. Insieme a loro vestono la maglia di Radio 105 Foppapedretti Jelena Nikolic, la vicecampionessa del mondo Heather Bown, le scommesse Katarzyna Gujska e Vania Beriola. E lei, la strepitosa stella russa. Schiacciatrice di spicco nel firmamento della pallavolo mondiale. Liouba Sokolova Kilic. Nuovo idolo della tifoseria, autentica trascinatrice, grande consolazione di un'annata che ha regalato le amarezze del terzo posto conquistato in Polonia nella Champions' League e della sconfitta in Semifinale nei Play Off Scudetto contro la Despar Perugia.
Una stagione di pausa rispetto alla consuetudine alla vittoria instaurata nel corso di oltre un decennio. Un campionato che funge, però, da nuovo punto di partenza, una piattaforma da cui lanciarsi alla caccia di nuovi trionfi. E lo si fa cambiando nuovamente volto, grazie a Luciano Bonetti, uno degli artefici del successo della Foppapedretti spa, messosi alla guida della società rossoblu. Al fianco della famiglia Foppa Pedretti, da sempre prezioso sostegno del Volley Bergamo.
  

E il ritorno al trionfo è immediato

La stagione 2003-2004, iniziata sotto la guida del tecnico Gianni Caprara, porta alla conquista della Coppa CEV, nella finale disputata nella cornice del Palazzetto dello Sport di Treviglio contro la Monte Schiavo Jesi.
Ma questa annata rossoblù passa alla storia soprattutto per lo strepitoso Scudetto, il sesto del Volley Bergamo, vinto in gara 5 contro l'Asystel Novara.
Al termine di una rimonta mai avvenuta prima nella storia della pallavolo femminile, con Bergamo sotto di due gare a zero, costretta a rincorrere, ad annullare tre match-ball alle avversarie nella gara 3, di fronte al proprio pubblico, e altri due in gara 4, nell'infernale Palasport di Novara.
Con le dodici rossoblù decise e determinate più che mai a riportarsi in parità e a giocarsi tutto di fronte a quasi quattromila spettatori bergamaschi, testimoni di un'impresa che lascerà per sempre il marchio di Radio 105 Foppapedretti Bergamo sulla pallavolo italiana.

Artefici della realizzazione di un incredibile sogno sono state le registe dell'est, l'ucraina Iryna Zhukova e la polacca Kasia Gujska, il libero cinese Yan Li, al suo esordio nel campionato italiano, le azzurre Francesca Piccinini e Paola Paggi, capitano della truppa, la schiacciatrice bergamasca Giorgia Baldelli, affiancate dalle neo rossoblù Maja Poljak, Angelina Gruen, Jenny Barazza, Manuela Secolo e Tatiana Voronina. E poi lei, Liouba Kilic, la punta di diamante di un gruppo che passerà alla storia.



Il passo successivo alla vittoria del sesto scudetto rossoblù è la conquista della Supercoppa Italiana e del titolo di Campione d'Europa, il quarto nella storia del Volley Bergamo.
La vittoria della Supercoppa apre la stagione 2004-2005: a Cuneo, Perugia si inchina alle Campionesse d'Italia che fanno proprio il primo trofeo dell'annata, la quinta Supercoppa Italiana targata Volley Bergamo.
La European Champions' League arriva invece a Bergamo dall'isola di Tenerife, dove una finale tutta italiana con la Sant'Orsola Asystel Novara consegna nelle mani delle rossoblù il trofeo di un torneo interamente dominato, dalla Main Phase ai Play Off: le dodici atlete orobiche hanno infatti fatto della cavalcata europea un autentico trionfo. Il gruppo capitanato da Paola Paggi, guidato in panchina da coach Caprara e dal suo vice Breviglieri e trascinato in campo dalle schiacciate di Gruen, Piccinini, Secolo e Kilic, dai muri di Poljak, Paggi e Barazza, dalle difese di Croce, dalla regia di Zhukova e dal prezioso apporto delle giovani Ortolani, Mijalic e Luraschi, è arrivato alla Final Four spagnola dopo l'amara sconfitta in Coppa Italia: il trofeo tricolore è infatti finito nelle mani della Despar Perugia, al termine di una entusiasmante finale in cinque set disputata a Olbia. Ed è stata la stessa formazione umbra a strappare a Bergamo il titolo di Campione d'Italia: le quattro gare di finale hanno decretato il successore della Radio 105 Foppapedretti nel 60° Campionato Italiano.

Ma l’Italia è subito riconquistata. Alla grande!

Nella stagione 2005-2006, anno della scommessa legata alla conduzione tecnica di Marco Fenoglio, l'allenatore piemontese a cui è stato chiesto di sedere su una delle panchine più prestigiose del panorama della pallavolo femminile italiana  al suo esordio nel campionato femminile, la Radio 105 Foppapedretti Bergamo decide di affidarsi a un gruppo di italiane che farà tremare il Campionato Italiano: il capitano Paola Paggi, la bandiera Francesca Piccinini, la giovane Serena Ortolani, il libero Paola Croce, la centrale Jenny Barazza, la schiacciatrice Manuela Secolo e la regista della Nazionale Italiana, Leo Lo Bianco. Al loro fianco la tedesca Angelina Gruen, la croata Maja Poljak, la polacca Kasia Gujska e la finlandese Riikka Lehtonen, a completare una squadra che ha riportato a Bergamo, dopo otto anni, la Coppa Italia, vinta a Perugia nella finalissima che opponeva le rossoblù alla Monte Schiavo Jesi. La stessa avversaria piegata in tre match per riconquistare il titolo di Campione d'Italia. Il settimo Scudetto della storia del Volley Bergamo. Un trionfo frutto della supremazia e del grande gioco espressi e sapientemente amministrati dal team orobico nel corso dell'intera stagione.

Cinque volte sul tetto d'europa

Cinque volte. Per cinque volte il Volley Bergamo è salito sulla cima più alta d'Europa, schiacciando gli avversari e sedendo sul trono che spetta di diritto a chi corona un sogno. Ma soprattutto a chi dimostra maggior tenacia e grinta; a chi, fino all'ultimo punto, mostra di saper lottare contro chiunque, senza paura, con il cuore.
E' successo anche nella stagione 2006-2007. Il 25 marzo a Zurigo, di fronte all'invalicabile muro della Dinamo Mosca, Play Radio Foppapedretti ci ha creduto fino in fondo, trascinata dalle irresistibili schiacciate di Angelina Gruen, eletta Miglior Giocatrice dell'incontro, da Francesca Piccinini, Miglior Schiacciatrice della Final Four, dalla sapiente regia di Leo Lo Bianco, a cui è andato il premio quale Miglior Alzatrice, dalla irrefrenabile grinta del capitano Paggi, di Manuela Secolo e di Maja Poljak, dagli incredibili recuperi di Paola Croce. Insomma da un gruppo stellare trascinato da una tifoseria altrettanto strepitosa, che ha fatto sentire le undici rossoblù come a casa nel corso dei due match disputati all'Hallenstadion di Zurigo per la Final Four della European Champions' League.
In Svizzera, sono state le spagnole del Tenerife prima e le russe della Dinamo Mosca poi a inchinarsi, ma, nel corso della stagione, Play Radio Foppapedretti aveva concesso ben poco a chiunque incontrasse in campo europeo: dalle polacche di Kalisz alle croate di Zagabria, dalle azere di Baku alle italiane di Jesi. Bergamo ha sempre avuto la meglio, grazie anche a Katarina Barun, a Kasia Gujska, a Jenny Barazza e a Indre Sorokaite, preziosi e fondamentali contributi per la banda dei tecnici Fenoglio e Simoncelli nel trionfale cammino europeo. E il premio più ambito è finito così nelle mani del Presidente Luciano Bonetti, del Direttore Generale Giovanni Panzetti e di tutti i dirigenti rossoblù che hanno lavorato intensamente per raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi. Il titolo di Campioni d'Europa.


  

... e per la quinta volta il Volley Bergamo trionfa in Coppa Italia

 
Sono nella storia e nella tradizione di questa Società: la tenacia, il coraggio, il cuore, la voglia di vincere e la capacità di non mollare mai. E proprio quest’ultima, soprattutto questa, ha fatto la storia della trentesima edizione della Coppa Italia: non mollare è stato il grido di battaglia della tre giorni di competizione di Final Eight che ha visto la Foppapedretti Bergamo salire sul primo gradino del podio al termine di tre vittorie strepitose: prima con Chieri, nei Quarti di Finale, poi con Jesi, in Semifinale, e infine nell’entusiasmante Finale con la Scavolini Pesaro.
Le rossoblù non hanno mollato, nemmeno quando per le avversarie di Pesaro c’erano tre matchball a disposizione per chiudere il tie break ed entrare nella storia. Non hanno mollato mai, su nessuna palla. Non si sono arrese mai. E quando tutti pensavano che fosse ormai finita, il rossoblù è diventato il colore più forte e il grido degli splendidi tifosi bergamaschi ha rotto l’entusiasmo di tutti gli avversari. Il primo trofeo tricolore assegnato nella stagione 2007-2008 è finito così tra le mani di capitan Gruen, il cuore di questo gruppo guidato dal condottiero Micelli, che ha fatto suo il coraggio che da sempre contraddistingue le battaglie del Volley Bergamo. Al suo fianco uno staff tecnico che ha curato ogni dettaglio tattico e si è messo al fianco delle undici leonesse: dal secondo allenatore Davide Mazzanti all’assistente tecnico Andrea Simoncelli, dal videoman Matteo Bertini allo scoutman Gianni Bonacina e al preparatore atletico Roberto Benis, tutti raccolti, dalla panchina a bordo campo, a studiare ogni mossa avversaria e ad analizzare ogni strategia. Il cuore di Gruen e il coraggio di Micelli sono però stati solo due degli ingredienti dello splendido sogno realizzato al PalaSavena di San Lazzaro. Che dire infatti della grinta di Maja Poljak e Valentina Arrighetti, pronte a urlare al cielo tutta la propria rabbia, o dell’entusiasmo delle due giovani che dal quarto set hanno saputo lasciare il segno, Indre Sorokaite, una delle rivelazioni della finale, ed Enrica Merlo, tornata protagonista dopo tre mesi lontano dai campi di gioco. E poi la classe di Francesca Piccinini, esplosa proprio nella sfida con Pesaro, le rincorse spettacolari di Paola Croce a raccogliere ogni palla là dietro e le magie di uno dei più grandi direttori d’orchestra del Campionato Italiano, Leo Lo Bianco. Senza dimenticare l’esperienza di Kasia Gujska, fondamentale nei suoi inserimenti a gara in corso, e i contributi di Valentina Fiorin e Milena Rosner, che hanno scavato il muro avversario e indebolito le difese marchigiane. E a esultare con loro, sfiniti e con il cuore in gola, gli artefici del progetto Volley Bergamo, l’anima e la mente di una Società che grazie alla sua programmazione, anno dopo anno, ha saputo regalare grandi soddisfazioni ai propri meravigliosi tifosi: dal Presidente Luciano Bonetti al Direttore Generale Giovanni Panzetti, dal Vicepresidente Enrica Foppa Pedretti al Responsabile delle Relazioni Esterne Andrea Veneziani, dal Team Manager Osvaldo Grumelli a tutta la famiglia Foppa Pedretti. Tutti pronti a lanciarsi in campo all’ultimo punto firmato da Francesca Piccinini. E la quinta Coppa Italia è andata ad aggiungersi alla già ricca bacheca di trofei del Volley Bergamo. Ricca, sì, ma ancora con tanto spazio da riempire...

Arriva la sesta Champions League

 
E’ una Foppapedretti all’italiana a tingere di rossoblù il tetto d’Europa nella stagione 2008-2009. Sono state le russe della Dinamo Mosca a inchinarsi, al termine di cinque set incredibili, al Volley Bergamo, pronta a conquistare lo scettro europeo nella Finalissima disputata a Perugia dopo aver battuto anche le padrone di casa della Sirio in Semifinale.
Il tecnico Micelli, per la settima finale di Champions League della storia del Volley Bergamo, ha giostrato tutte le pedine che hanno arricchito il percorso di un’intera annata: Lo Bianco in cabina di regia, Barazza e Arrighetti al centro, Bacchi, Del Core e Ortolani ad attaccare e il libero Merlo. Pronte a dare l’assalto decisivo il capitano Francesca Piccinini, l’alzatrice Kasia Gujska, la centrale Erika Araki, il libero Alessandra Camarda e la schiacciatrice Indre Sorokaite.
 

La vittoria è arrivata al termine di una gara spettacolare, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso, perché, si sa, al Volley Bergamo le cose semplici non piacciono affatto. Le emozioni più grandi questo gruppo le ha regalate quando tutto sembrava perduto, quando la vittoria sembrava avere preso la direzione sbagliata. Ma la Foppapedretti non è mai doma. La sua grinta, il suo carattere, il suo cuore, il suo dna vincente sono una garanzia che non ha mai lasciato questo gruppo. Queste splendide dodici stelle che hanno illuminato il firmamento orobico insieme al loro staff tecnico e a un gruppo dirigenziale che ha costruito, negli anni, una Società al vertice in tutto, risplendono ora sui cieli di tutta Europa. Con le loro strepitose medaglie d’oro al collo, frutto di una cavalcata trionfale che ha portato Bergamo sulla vetta d’Europa.
La Foppapedretti delle debuttanti, con Ortolani, Merlo, Arrighetti, Bacchi, Araki e Camarda alla loro prima finale di Champions League, la Foppapedretti di un sestetto completamente italiano, pronto a vincere la sua scommessa, ha fermato la corazzata russa della Dinamo Mosca sul secondo gradino del podio e ha conquistato il suo sesto trono europeo.
 

Aprile 2010: in casa Foppapedretti arriva il settimo sigillo europeo.


A Cannes, il Volley Bergamo ha piegato la corazzata turca del Fenerbahce Istanbul e ha conquistato il primo gradino del podio, andando a sedersi per la settima volta, la seconda consecutiva negli ultimi due anni, sul trono d’Europa.
Regine della pallavolo femminile continentale sono state capitan Piccinini, premiata quale Miglior Giocatrice della Finale, la direttrice d’orchestra Lo Bianco, Miglior Alzatrice di giornata, Enrica Merlo, Miglior Libero, Antonella Del Core, Miglior Ricevitrice, le schiacciatrici Ortolani e Bosetti, le centrali Arrighetti e Furst e poi via via tutte le altre, da Serena a Fanzini, da Zambelli a Carrara, tutte pronte a dare il proprio contributo, guidate dal tecnico Micelli. Tutte protagoniste, tutte decisive, spietate nei momenti fondamentali. Tenacia, cuore e passione sono stati ancora una volta gli ingredienti che hanno portato la Foppapedretti al successo al termine di un tie break mozzafiato. Al termine di un match che ha visto le rossoblù perfette, decise, aggressive, entusiasmanti. Ed è stata ancora una volta la vittoria del made in Italy: con la sola tedesca Furst in campo, la Foppapedretti ha fatto delle atlete italiane la sua forza.
 



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